Dove va questo mondo

alle 00.35 scatta il momento riflessione incontenutadove va questo mondo di settembre 2013
tra siria e i suoi venti di guerra
tra le armi chimiche presunte, i morti veri, i TIR che però si mettono di traverso sulla A4 per salvare una bambina, le ferie da consumare se no non te le pagano, i capi che ti fanno stare ad libitum per una cosa che poi non serve, la meritocrazia che si traduce in velocitocrazia, cioè chi è veloce a fare una cosa ok, se sei lento sei fuori, se sei migliore ma non sei veloce non me ne frega nulla, basta che tu sia veloce, oppure…
…oppure silvio che firma per i radicali cioè per la droga libera e contro le sue stesse leggi,
… oppure la band che tira indietro e si suona sempre ‘troppo’,
… oppure le chitarre che sono state fatte e non vengono suonate, questo attendere che succeda qualcosa che non succede,
… c’è desiderio di fare, ma non c’è il tempo né il budget per farlo,
dov’è la voce di scheduling cui imputare il costo del nostro esistere,
c’è un cliente che paga il mio andare a prendere un bicchiere d’acqua?
Si ragiona in 100 come se fossimo in 15 e un bacino di 2 comuni come clienti,
se una cosa è strettamente richiesta si fa se no no; se esaurisci il monte ore stimato per quella cosa allora sei fregato e devi lasciarla lì a marcire finché non spunta un altro po’ di ore, sembra seraimente di essere entrati in MOMO, chi se lo ricorda MOMO di Michael Ende, quello con i signori grigi che avevano creato la Banca del Tempo, in cui ciascun umano depositava il proprio tempo libero per farlo fruttare di più, mentre invece serviva a far sopravvivere i signori grigi che di tempo libero altrui si cibavano perché loro non ne potevano generare…
sembra di vivere in un momento in cui dovremmo essere più veloci degli eventi per poter dare quella sterzata di potenza necessaria per far cambiare direzione alla nostra esistenza.
E’ di più che essere "on top of things".
E’ come quando si guida, che si deve guardare a 1km di distanza e non davanti al parafango.
E qui capire dove orientare la barra è sempre più complesso.
Però so che non voglio mantenerla dove sta adesso. Eh bisogna in qualche modo cambiare… perdersi per ritrovarsi più forti e meglio di prima… questa frase mi rintrona la testa, suona dentro come una campana nel suo campanile.
Meglio mangiarci su un po’ di pesche al limone va…
L.

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