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Libri tanti libri giacciono svenuti nel loro scaffale

malefico strumento che non mi mette le foto dove sto scrivendo ma vabbè

giacciono lì perché li compro e poi penso che per osmosi cartacea mi si trasferiscano nel cervello. Allo stesso modo ho svalangate di libri in PDF nella mia cartella di Dropbox. Scrivo senza guardare la tastiera. Ecco perché lo chiamano laptop: il modo più comodo in assoluto di usarlo, questo macbook aziendale, è sulle ginocchia. Scrivendo sulla tastiera, un prodigio di apparente fragilità e precisione molto notevole. Ti credo, costa come due computer fascia alta HP, vuoi che non sia stra-perfetto?! Vorrei pure vedere!

Stamattina sono sveglio nonostante l’ora tarda. Perché? Mi sono svegliato alle 6.07, alzato alle 6.26, fatto colazione con la mia megasbobba di frutta e cereali e semi e yogurt, uscito di casa alle 7.38, perso il primo treno delle 7.52 perché… è arrivato in ANTICIPO… ma bafangù…

Un controllore donna non solo biologicamente femminile ma graziosa e simpatica, insaccata in una divisa di ordinanza che non le rende merito, mi sorride e mi chiede il biglietto: "Buongiorno!" con quella ‘o’ chiusa che fa molto lombardo, non sarà veneta secondo me… la targhetta appuntata dice che il suo nome inizia per D, ma è troppo lesta affinché riesca a leggerla.

Ieri sera scale maggiori : stupende, quanto ci avrò messo, un’ora, due, non so, so che sono stato bene, a tornare nel mio mondo di suoni… ma faccio bene? suono, mi tolgo dal mondo di giorno e tutto è perfetto, pieno di armonia e di compiutezza, eseguo l’esercizio e tutto torna, all’inizio fa male perché le mani non sono più esercitate ed allenate, dopo un po’ non fa più male, anzi è un flusso, le note fluiscono, la destra finalmente va alternata su-giù-su-giù indipendentemente da dov’è la prossima nota, ma se per un istante si esce dalla bolla perfetta della musica, ecco una stonatura, ecco che la scala è perduta, ecco che le note ruzzolano giù per le scale e si schiantano contro un pensiero prosaico di realtà tra uffici, lavoro, insoddisfazioni, condomini, soldi, documenti perduti, paraurti rotti…

Se potessi esprimere un desiderio per il 2013, vorrei che tutti i giorni la nostra quotidiana vita fosse così spensieratamente armoniosa come una scala di Gb maggiore che copra tutta, ma proprio tutta, la tastiera di 24 tasti…
E anche vorrei ogni volta che prendo in mano la Barnes non mettermi lì con cacciaviti e calibro a ri-impostare quei maledetti pickup che non mi soddisfano mai, maledizione, possibile che non riesca a trovare un’impostazione che mi vada sempre bene… e così son troppo alti, e così troppo bassi… ‘sti Evo DiMarzio temo che non siano stati la miglior scelta per la BArnes… troppo acuti, troppo po chi bassi, massa casin, poco rotondi, non sono abbastanza marroncini per lei. Sì, vorrei un suono marroncino. Mi si siede di fronte una ragazza con un maglione di lana grossa fatto a mano, con abbinata una specie di ‘para-collo’ fatto con la stessa lana, ma che bello, il tutto color jeans sostanzialmente, variegato dal bianco panna al blu gentile. La cosa che colpisce è che ha fatto i punti ‘al contrario’, cioè … come se avesse sferruzzato a 90°. Originale! Bello il maglione di lana, fa casa, fa inverno, fa caldo. Sul fondo del vagone, c’è un metallone anni ’80 capelli lunghi e frangia lunga sugli occhi a mo’ di cane sanbernardo, chiodo veramente retrò, sembra uscito dalla copertina del primo disco dei Testament, che mito, esistono ancora… più avanti c’è un tipo con i capelli sparati che paiono ripartiti in due paia di corni, occhiali neri, sweater bianco, mini-tablet in mano, chissà cosa sta tappando… la ragazza del maglione ha uno strano sguardo, come impaurita, ansima ancora per la corsa fatta per non perdere il treno, ha una borsa HP, ci terrà un pc dentro. Stivali fonfi di pelo scamosciati un po’ lisi.Dolo? Ponte di Brenta? boh ho perso il conto. Dice che non ha voglia di fare niente. Oggi invece io ho voglia di fare. Perché? Forse perché ieri ho suonato.
Dev’essere il potere della musica, o forse di decidere cosa fare. Tutti twittano, atppano, scrivono, pochi leggono, ingroia sto leggendo, lo consiglio a tutti, entra una signora con un cappello strano, un come si chiama dai che non ricordo, ecco un BASCO rosso, cerca posto, ma è un basco disordinato, un signore in borsa di pelle consumata legge il corriere della sera, la controlloressa carina sfreccia nel corridoio ma ancora non riesco a capire come si chiama dalla targhetta; il tablettaro continua ad importunare i suoi amici con le nuove fatures del suo gingillo, è un samsung intravedo, piccolissimo sarà il 7 pollici, lo mette nella sua borsa giallo canarino inguardabile, il mio telefono dorme sulla mensolina sotto la finestra.
Suono.
Pickup.
Vorrei cambiare pickup alla barnes. Sicuro? Tone Zone + Air Zone. Ma va dai, lassa perdar. Pensa a suonare.
Il denominatore comune a tutte queste istanze, una volta fattorizzate, è ‘cambiare’, ‘decidere’. Vorrei investire i miei risparmi in una girandola di conti deposito facendo come il mio collega che ogni 6 mesi si vede degli interessi in conto senza aver fatto una ceppa. Se avessi qui a portata di mano il Pupone gli chiedere, ma è una fregatura o una cosa di cui fidarsi, tutti ‘sti conti deposito? Spuntano come funghi, Banca IBIS, o come si chiama, Rendimax… non c’è puzza di fregatura? Però è anche vero che è passato un secolo-uomo da quando i miei si sono fatti gabbare da RoloBanca investendo milioni e perdendone un terzo perché il criminale della banca ha fatto sottoscrivere loro un investimento del cazzo… non c’era ancora MiFID, non avevano nemmeno in mano un documento informativo… no? brughiera. Fanno 3 gradi stamattina. Per la prima volta in qs vagone fa caldo. SMS BI-BIP — BI-BIP! Hai ancora la febbre? dai dimmi che non ce l’hai più 🙂 Jodie Foster fa outing. Tutti schiaffano in prima pagina la loro vita sessuale. Cosa ci provano di tanto intrigante? Il mondo è difficile da capire. Intanto la ragazza dal maglione blu ha un sonno pazzesco, a ben guardarla sembra Ciccio di Nonna Papera, sguardo spento nel vuoto, occhiale insulso, però il maglione è veramente carino. Ieri l’aria sapeva di neve. Oggi sa di umido. Passando sotto l’hotel AVGVSTVS la mini-foschia mattutina è incoraggiata dalla nebbia del fango termale, sulfurea e suggestiva… capelli neri si alzano dalla sedia e camminano a passo incerto verso l’uscita. Mestre, Venezia Mestre, anche oggi si avvicina. RIunione h9.30 per stabilire come strutturare la consegna di app iPad al partner canadese che le rivenderà a banche negli USA. Non vi va bene l’Apple Volume Purchase Program? Pervhé dobbiamo sempre parteire dal presupposto che il Cliente è così scemo da non avere nemmeno il pollice opponibile? saranno ben in grado di CLICCARE UN link su una email, no?! 🙂 Boh… si scende!
L<3

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